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sabato 16 febbraio 2019

Jeanne Moreau

Jeanne, Jules e Jim

Altri nomi: Mademoiselle Jeanne Moreau
Data nascita: 23 Gennaio 1928 (Acquario), Parigi (Francia)

Data morte: 31 Luglio 2017 (89 anni), Parigi (Francia)
occhiello
In linea di principio, ho appena raccontato una cosa buffa. O comunque divertente. Potreste, che so, sorridere…
dal film Jules e Jim (1962) Jeanne Moreau è Catherine
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Jeanne Moreau
Festival di Cannes 1960
Premio miglior attrice per il film Moderato cantabile - Storia di uno strano amore di Peter Brook



Ascensore per il patibolo

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,75)
Un film di Louis Malle. Con Jeanne Moreau, Maurice Ronet, Georges Poujouly, Yori Bertin, Jean Wall.
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Genere Giallo, - Francia 1958. Uscita 04/04/2016.

I quattrocento colpi

* * * * 1/2
(mymonetro: 4,55)
Un film di François Truffaut. Con Jean-Pierre Léaud, Albert Rémy, Claire Maurier, Patrick Auffay, Georges Flamant.
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Genere Drammatico, - Francia 1959. Uscita 25/09/2014.

Gebo e l'Ombra

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,96)
Un film di Manoel de Oliveira. Con Michael Lonsdale, Claudia Cardinale, Jeanne Moreau, Leonor Silveira, Luís Miguel Cintra.
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Genere Drammatico, - Portogallo 2012. Uscita 26/06/2014.

A Lady in Paris

* * * - -
(mymonetro: 3,20)
Un film di Ilmar Raag. Con Jeanne Moreau, Laine Mägi, Patrick Pineau, Ita Ever, Fabrice Colson.
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Genere Drammatico, - Francia, Belgio, Estonia 2012. Uscita 16/05/2013.

A ciascuno il suo cinema

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di Bille August, David Cronenberg, Claude Lelouch, Jane Campion, Michael Cimino, Lars von Trier, Olivier Assayas, Wim Wenders, Manoel de Oliveira, Joel Coen, Atom Egoyan, Abbas Kiarostami, Raoul Ruiz, Gus Van Sant, Takeshi Kitano, Nanni Moretti, Zhang Yimou, Roman Polanski, Youssef Chahine, Ken Loach, Ethan Coen, Theodoros Angelopoulos, Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne, Amos Gitai, Walter Salles, Alejandro González Iñárritu, Aki Kaurismäki, Elia Suleiman, Raymond Depardon, Andrey Konchalovskiy, Wong Kar-wai, Chen Kaige, Hou Hsiao-Hsien, Tsai Ming-liang. Con Isabelle Adjani, Anouk Aimée, Josh Brolin, Jean Cocteau, David Cronenberg.
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Genere Documentario, - Francia 2007. Uscita 14/05/2012.
Filmografia di Jeanne Moreau »

lunedì 14 gennaio 2019 - Incontro con l'attrice francese, interprete vibrante di Marguerite Duras nell'omonimo adattamento del romanzo 'La douleur'. Dal 17 gennaio al cinema.

Mélanie Thierry: «si può combattere amando appassionatamente»

Marzia Gandolfi cinemanews

Mélanie Thierry: «si può combattere amando appassionatamente» Nel nuovo film di Emmanuel Finkiel, La douleur (guarda la video recensione), Mélanie Thierry è Marguerite Duras. Leggera e solida. Peso piuma e combattente energica. Senza caricature riesce a cogliere sullo schermo la 'musica' durassiana come solo Emmanuelle Riva prima di lei. Pubblicato nel 1985, "La douleur" è il libro più bello (e più letterario) di Marguerite Duras e si svolge nella Parigi occupata dai nazisti.

Robert Antelme, scrittore e faro della Resistenza, viene arrestato e deportato. La sua giovane sposa, Marguerite, scrittrice e resistente, lo attende e attende sue notizie. In mezzo due uomini, due relazioni e la 'recita' di un'autobiografia pura. Attrice delicata e densa come un diamante, Mélanie Thierry trova la voce intima del suo personaggio e recita lunghi monologhi interiori che accentuano la dimensione incantatoria e ipnotica dell'adattamento di Emmanuel Finkiel. I primi piani intensi sul volto nudo e spogliato dell'attrice, confermano che il dolore del titolo si è preso tutto lo spazio.

La voce off di Mélanie Thierry accompagna le immagini, le precede qualche volta ma non le calca mai. Tra Benjamin Biolay, amico-amante amorevolmente protettivo, e Benoît Magimel, agente-nemico sconvolgente nella sua vile seduzione, Mélanie Thierry è voce (e corpo) che misura le vie di Parigi, è un'ombra dolente che rasenta i muri, è l'ambiguità incarnata di una giovane donna piena di vita in un mondo di lutto e rovina, di una moglie che non ama più il suo uomo ma non osa confessarselo.

Mélanie Thierry rende leggibile la simultaneità dell'aspirazione alla libertà che allontana Marguerite Duras da Antelme e insieme la sua fedeltà feroce al coniuge deportato. E nell'oscillazione tra la speranza indistruttibile e la certezza che è necessario smettere di credere che un giorno il suo uomo tornerà, qualcosa passa nello sguardo dell'attrice, una malinconia improvvisa, fugace, intensa, violenta che evoca quella di Romy Schneider. Sotto i tratti lievi e l'allure naturale, dietro le labbra rosse e i larghi occhi chiari, Mélanie Thierry cattura un'epoca e la restituisce coi sensi.

Come ha approcciato il 'personaggio' Marguerite Duras? Come ha reso visibile la sua prosa? 
Per prima cosa ho cercato di non farne una caricatura. Mi sono protetta dal mito Duras mettendo in atto diverse strategie, rimanendo ad esempio incollata al libro. "La douleur" non è un biopic, non racconta tutta la vita di Marguerite Duras, è un romanzo e Marguerite è l'eroina della (sua) storia. Questo mi ha permesso di approcciarla in 'secondo grado', in maniera indiretta. All'epoca in cui è ambientato il romanzo poi, Marguerite Duras come la conosciamo oggi non esisteva ancora, non era ancora celebre, aveva scritto un solo libro ed era praticamente sconosciuta al grande pubblico.
Mi sono concentrata sulla donna, una donna che attende il ritorno di suo marito. I film ambientati durante la Seconda Guerra Mondiale si sono occupati spesso di eserciti, soldati, nazisti e partigiani, lasciando fuori campo le donne e l'inquietudine dell'attesa, sovente lunga ed estenuante. Mélanie Thierry La liberazione di Parigi è stata certamente un momento incredibile ed esaltante, la gente scendeva in strada gioiosa e la vita riprendeva il suo corso ma le cose non furono così semplici, per molte persone l'attesa si prolungò anche dopo la liberazione. Questo è stato il punto di partenza di Emmanuel Finkiel e a quell'idea il mio personaggio ha aderito. Ho deciso di interpretare una donna che scrive e aspetta, di aggiungere al suo carattere ostinato la mia sensibilità fino a trovare una sorta di evocazione della Duras, attraverso la voce, lei aveva una maniera melodiosa di esprimersi, una musicalità singolare, volava sulle parole. Ho riletto molti brani dei suoi libri, ho visto così tanti documentari su di lei che a un certo punto mi è parso quasi di conoscerla.

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